UN CALIBRO ECCELLENTE

Pare che l’armaiolo e progettista di Berlino Otto Bock abbia studiato e realizzato questa munizione attorno al 1905. Lo scopo principale fu quello di fornire ai coloni africani una munizione valida ed efficace un po’ per tutta la selvaggina del continente nero. Tedeschi, olandesi ed anche molti coloni francesi lo adottarono, un po’ come i coloni inglesi puntarono invece sul 375 H&H.

Pur essendovi, sulla carta, un leggero vantaggio in potenza per la munizione inglese, sul terreno e nell’uso pratico le due cartucce sono equivalenti.

Il 9,3×62, però, presenta il vantaggio di poter essere camerato in otturatori di lunghezza standard ed in armi di prezzo abbordabile. Questo ne facilitò ovviamente la diffusione e non solo in Africa perché ci si accorse ben presto delle numerose “virtù” di questa validissima munizione: ha un’efficacia straordinaria, le sue palle, tendenzialmente pesanti e non velocissime, hanno una eccellente penetrazione, il rinculo é morbidissimo e gestibile da chiunque ed é a suo agio con canne piuttosto corte; ciò significa che é impiegabile in armi leggere e corte, molto ben brandeggiabili, di veloce imbracciatura, trasportabili con facilità. Chi conosce bene la caccia ad animali di mole e resistenza notevoli in terreni non facili e faticosi sa bene quanto tali caratteristiche siano apprezzabili; ma non è tutto: ben presto questa munizione si fece apprezzare in pieno anche in cacce europee. Grossi cinghiali, cervi, alci ed orsi sono un campo d’applicazione estremamente valido.

Un buon argento tirato a 170 metri e caduto dopo pochi passi

Col nascere, negli anni della seconda metà del scolo scorso, di una gran quantità di munizioni iper potenti ed iper veloci, soprattutto di creazione americana, fu messa un po’ da parte, ma non appena se ne compresero, riscoprendola, le validissime caratteristiche, le sue azioni risalirono al punto che anche gli americani ne riconobbero le indubbie virtù ed oggi viene fornita anche dalle più note fabbriche di munizioni made in U.S.A. Basta sentire cosa ne pensa Steve Hornady che definisce questa munizione come eccellente per animali grossi e pericolosi.

Oggi, con la diffusione di palle “premium” ad alta tecnologia, la nostra 9,3×62 ha guadagnato ancora più efficienza e letalità. Se io dovessi girare il mondo a caccia con un solo fucile, non avrei dubbi sulla scelta del calibro.

Certamente, dato il peso del proiettile e la non eccessiva carica (che peraltro possono essere vantaggi non indifferenti) la sua traiettoria non è delle più radenti, ma nel range dei 200/250 metri, non conosce rivali.

La Sauer, per interessamento del carissimo Amico Carlo Berti della Bignami s.p.a., mi ha costruito, sono ormai più di 15 anni, una carabina modello 202 con canna da 50 cm., di lunghezza totale di poco più di un metro e del peso, senza ottica, di meno di 3 chili. Vi ho fatto montare, a pivot, uno Zeiss 1,5 – 6.

L’arma è molto precisa e di una maneggevolezza straordinaria: per cervi, alci e grossi cinghiali, in Europa, si è dimostrata “medicina” senza rivali.

Oggi, in Italia, questa munizione sta conoscendo una seconda giovinezza nella caccia al cinghiale dato che, molto saggiamente, molte fabbriche d’armi la camerano in carabine semiauto, adatte proprio alla bestia nera.

E’ più che evidente il perché: nelle braccate e nelle girate, di solito, si spara a distanze piuttosto brevi, in ambienti vegetati e “sporchi” ove spesso vari tipi di ostacoli  si frappongono tra tiratore e bersaglio. L’animale, inoltre, viene tirato in movimento il che non sempre facilita la precisione del tiro su animali talora di grosse dimensioni e sempre assai duri a morire.

E’ evidente quindi che una palla pesante, che “sfrasca” bene e dotata di grande potere d’arresto ed eccellente penetrazione rappresenta l’ideale per un buon successo ed una valida applicazione dell’etica venatoria che ci impone di non perdere animali e di infliggere le minori sofferenze possibili.

Per questo ritengo che chi si accinge ad acquistare un’arma da dedicare al cinghiale debba prendere in considerazione il 9,3×62 come scelta d’elezione.

I giovani Amici cui ho consigliato tale scelta ne sono assolutamente soddisfatti e mi sono sempre stati grati del consiglio.

Per chi, come me, preferisce, nelle cacce in battuta, l’uso di un express, arma di un’eleganza, “sportività” e praticità senza pari, vi è un altro 9,3 di grande efficacia: il 9,3 x 74 R. Avremo occasione di parlarne presto.

Michelangelo

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