PICCOLE POLEMICHE

Leggo sull’ “Arena” del 27-01-2016 un articoletto a firma di un certo Bartolo Fracaroli che ha per oggetto il cinghiale, la sua presenza in veneto e la sua caccia, ed altro.

Francamente non capisco se il signore in oggetto sia un ambientalista o un nemico dei cinghiali.

Sostiene, il nostro, che i cinghiali li hanno lanciati i cacciatori, non solo, ma li hanno anche incrociati coi maiali, e continuano a lanciarli. Perchè ? Ovvio: per poterli cacciare in girata. E volete sapere di più ? In girata i cacciatori risparmiano le femmine, per poter avere più capi da abbattere la stagione successiva.

Tutto ciò in una realtà di “migliaia e migliaia” di cinghiali che, ovviamente provocano danni spaventosi.

In quest’ottica non servono più le girate (che sono la causa della proliferazione dei cinghiali), ma dovremo ricorrere “ad interventi diversificati ed integrati della loro proliferazione ” (sic ! qualcuno mi spiega?).

Caro sor Bartolo, abbia pazienza ma mi sento in dovere di spiegarle come la vedo io, cacciatore e naturalista.

Non posso escludere che in passato qualcuno abbia operato immissioni illegali  di cinghiali in qualche zona, ma la diffusione del cinghiale su tutto il territorio nazionale è un fenomeno generale legato ad altri fattori. l’ibridazione del cinghiale col maiale domestico è un fatto sempre avvenuto ove sono presenti le due specie. E’  ovvio che ora, con la diffusione del primo, fenomeni di ibridazione avvengano ancora, ma ce ne corre dal dire che noi cacciatori avremmo ibridati i cinghiali coi maiali prima di lanciarli ! Cosa pensa il sor Bartolo ? Che i cacciatori preferiscano sparare ad un cinghiale o ad un maiale ?

Molte femmine vengono abbattute nelle girate, basta controllare in Provincia dove tutto è registrato, ma il sor Batolo pensa che sia bene tirate ad una madre seguita da piccoli che da lei dipendono, o più avanti nella stagione ad una femmina gravida con i porchetti formati nel ventre ? Io, per quanto crudelissimo cacciatore, la vedo in altro modo.

Parlando seriamente, l’arrivo e la diffusione del cinghiale nelle nostre aree non la vedo come una disgrazia ma come una opportunità ed un arricchimento della biodiversità nelle nostre zone ove, comunque, questo suide è sempre stato presente fino al XVIII secolo.

Certo può provocare danni, ma da noi non sono certo ingenti e le girate collaborano a tenere i numeri sotto controllo. (Migliaia e migliaia, si fa per dire, vero sor Bartolo ?)

Si plaude all’ arrivo del lupo, perchè non a quello del cinghiale ? Sono ambedue animali storicamente presenti nella nostra Lessinia o uno è più bello, buono, bravo dell’altro?

Tralascio il problema nutria, lontra ed altre specie di cui disquisisce il sor Bartolo. Faccio solo presente che alcune specie sono scomparse per un notevole cambiamento di ambiente avvenuto nell’ultimo secolo, specie in zona montana e collinare. Peraltro questo cambiamento è lo stesso che ha favorito il proliferare di caprioli, camosci, cervi e, sissignore, cinghiali.

Ultima osservazione: Lupi ed orsi. Il sor Bartolo dice che vogliamo male a questi ultimi che sono arrivati da soli, quindi per loro merito.

Senza stare a specificare le differenze, anche in dannosità e pericolosità di queste specie rispetto al cinghiale, noi cacciatori siamo d’accordo a riservare anche a loro un posto in natura ed il rispetto dovuto, purchè controllati, come si fa per altre specie.

Aspetti un attimo sor Bartolo, come dice? Arrivati da soli ?

Gli orsi , ridotti in Trentino quasi all’estinzione, sono frutto di rilasci di orsi sloveni.

I lupi, sor Bartolo, si sente davvero di giurare che sono arrivati dappertutto da soli ?

Michelangelo

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