
Accade, talvolta, che i giovani cacciatori che frequentano i nostri corsi, conoscendo la mia (purtroppo) lunga esperienza, chiedano consiglio per l’acquisto di un’arma per la caccia di selezione.
Nella norma, i nuovi selecontrollori si dotano di una delle moltissime ed ottime carabine ad otturatore presenti sul mercato. Ce ne sono per ogni esigenza, anche a prezzi più che accessibili e di ottima qualità.
Consiglio sempre, tuttavia, di lasciar perdere armi, e ce ne sono tante, che paiono attrezzi da “sniper” delle forze speciali: canne pesanti, calci regolabili in materiali speciali ecc. ecc.
Sono oggetti validi solo sotto il profilo commerciale, per chi li vende. Di solito dotati di ottiche con ingrandimenti stratosferici, torrette balistiche, correttori di parallasse e magari dotate di programma balistico. A parte l’estetica che è questione del tutto personale, a caccia non servono ad un bel nulla; pesano una follia, sono complicati da usare ed alle distanze etiche di tiro non danno alcun vantaggio.
La vera arma da caccia deve essere certamente precisa (senza “masturbazioni” mentali), ma anche leggera, brandeggiabile, semplice, intuitiva e veloce da usare. Le ottiche devono essere di eccellente qualità (definizione e luminosità sono le caratteristiche fondamentali), non troppo ingombranti e pesanti, di uso immediato. Per un’arma da selezione, un 3-12 x 50 o 56 è tutto ciò di cui avrete bisogno. Una cosa importantissima è il montaggio; occorre che chi lo esegue ci sappia veramente fare ed usi materiali di assoluta qualità per evitare dispiaceri.
Se avete un buon telemetro, meglio se inserito nel binocolo, e conoscete bene la traiettoria della vostra palla (questo si è essenziale) non avrete bisogno di altro. Un esempio per tutti: se so che la mia munizione è a zero a 200 metri e so che a 250 calerà di /10 cm. ed a 300 di circa 20 cm. saprò sempre dove tirare. Utile, tuttavia, può essere il reticolo illuminato che sarà di aiuto in condizioni di luce precarie. Oltre i 300 metri non si dovrebbe sparare. La caccia non è una gara di tiro; è capacità di avvicinare sufficientemente la preda, valutarla con precisione e sparare solo se posizione e distanza vi daranno ottime possibilità di colpire bene ed in tutta sicurezza.

Il primo problema da risolvere, pensando ad un acquisto, è quello del calibro.
Normalmente, se la passione continua ed incrementa, dopo una prima arma, il cacciatore ne acquista una seconda per estendere, in alto od in basso, le sue possibilità.
E’ ovvio che tutto dipende da cosa si caccerà. Solo capriolo, capriolo e camoscio, anche daino e cinghiale, anche cervo……….
Il range della possibile scelta va quindi, ad esempio, da un 22-250, da un 6,5 ad un universale 7mm. in grado di cavarsela in ogni caso, fino a calibri più potenti e performanti come i vari 300”, l’eccellente 8×68 S ed agli ottimi 9,3.
Al di là delle mie personali simpatie per alcune cartucce, non è di calibri che voglio parlare, ma di tipo d’arma.
Innanzitutto sono un grande sostenitore delle armi leggere, corte, maneggevoli.
Capita spesso che, in caccia di selezione, vi siano da affrontare percorsi non agevoli e faticosi, passaggi non facili e notevole fatica. Un’arma leggera e maneggevole, quindi, è sempre la benvenuta; se poi si può smontare in due pezzi per metterla nello zaino e trasportarla comodamente fino al luogo di caccia…….
Una normale carabina ad otturatore non ci offre tali comodità, ma una monocanna basculante, il classico “kipplauf” si.
E poi, secondo me, è anche questione di “stile”. Non so se posso esprimermi così, ma un “kipplauf” è arma esclusivamente da caccia, una carabina “bolt” assomiglia di più ad un’arma per altri usi……… E poi: un colpo solo, per un buon tiratore. Tanto a caccia è il primo che conta.
Uno può dire: ma se va male il primo, con una bolt posso ricamerare in fretta…è vero, ma con un po’ di pratica anche col “kipplauf” la ripetizione del colpo può essere veloce, basta sapere dove si ha un’altra cartuccia e tenerla sottomano……
I kipplauf sono leggeri, smontabili ed oggi anche molto precisi, avendo subito un’evoluzione tecnica che consente di avere un’arma perfettamente affidabile anche con prezzi accettabili, mentre un tempo occorreva rivolgersi solo ad armi di qualità e prezzo davvero notevoli.
Un tempo i basculanti rigati erano strutturati attorno a chiusure a tenoni (come le armi lisce per intenderci) che richiedevano un’arte armiera di primo livello per essere precisi e costanti, nonché numerosi aggiustamenti manuali sulle chiusure. Oggi non è più così.
Con il sistema di chiusura “Jagher” progettato molti anni addietro, ma oggi adottato quasi universalmente, si possono produrre armi precise e leggere, anche se decisamente economiche. Inoltre, se fino a pochi anni fa’ ci si doveva rivolgere ai produttori mitteleuropei, ora anche alcune ditte italiane offrono prodotti di buona qualità e prezzi accessibili.
In questo schema di chiusura, un blocchetto in acciaio va, chiudendo l’arma, ad incastrarsi in un apposito alloggiamento della canna, proprio davanti alla camera di cartuccia, facendo in un sol tempo da chiusura e culatta, se così mi posso esprimere.

Si ottengono in tal modo alcuni vantaggi: robustezza a tutta prova anche con calibri esuberanti, ottima precisione paragonabile a quella di una buona carabina ad otturatore, economicità di costruzione che non necessita di aggiustamenti manuali.
Ma vi è di più: una volta chiuso, questo meccanismo, non ha più bisogno della bascula per “tenere” cosicché le bascule possono essere tranquillamente realizzate in lega a tutto vantaggio della leggerezza. Il mio Haenel in cal. 7 Rem., senza ottica, pesa meno di 2400 grammi pur avendo una canna di lunghezza adatta a questo energico calibro. Davvero si maneggia come un giocattolo. Qualcuno, con pesi del genere, potrebbe pensare ad un rinculo sensibile ed avrebbe ragione, ma il problema si supera avvitando alla canna un piccolo freno di bocca.
La precisione, poi, è un altro “regalo” di questa semplice, ma straordinaria chiusura. Io non sono un grandissimo tiratore, tuttavia, senza troppo impegno, a cento metri metto 3 colpi in un centimetro e mezzo (munizione Federal TBBC Tip. 145 grs.).

Ci faccio di tutto, dal capriolo al cervo. Merito anche di una palla eccellente, molto efficiente e penetrante e non eccessivamente distruttiva.
Oggi l’offerta di calibri, in questi basculanti, è tale da soddisfare ogni esigenza.
Se devo andare solo al capriolo (ma anche al camoscio), uso uno splendido kipplauf (anche se non troppo economico) che mi ha fatto quel genio delle armi che è Vincenzo Perugini. Il calibro è il 5,6 x 57. Non ho mai perso un capriolo od un camoscio.
So che per chi comincia con la selezione un “kipplauf” non è una scelta molto usuale, ma coloro che hanno ascoltato il mio consiglio ne sono sempre rimasti totalmente soddisfatti.
Per questo continuerò a consigliarlo.
Michelangelo